Il secondo portone che abbiamo deciso di varcare, in occasione dell’edizione 2018 di Open House, è stato quello della Casa Studio di Giulio Ciampi. E non avremmo potuto fare una scelta migiore!  Giuli Ciampi ci ha donato un’onestà intellettuale rara e ci ha arricchito con ogni suo racconto. Abbiamo passato con lui un’ora e il tempo è volato leggero, mentre ci guidava attraverso la sua casa, il suo studio e le sua arte.

La casa

 

La casa studio di Giulio Ciampi è piena di opere della sua serie “pomi d’oro”, ovvero ulivi morti in seguito ad un’ondata di gelo in Liguria, che l’artista ha dipinto e sui quali ha posto una sfera d’oro. La sfera rappresenta un frutto eterno, che rinasce di generazione in generazione.

 

La prima opera di cui ci ha parlato è un quadro astratto che ritrae il momento del risveglio da una notte nel bosco. Il Giulio bambino si trovava nel bosco inseguito da un’ombra nera, che non sapeva identificare e che era in realtà il sonno. Il bambino lo capisce solo al momento del risveglio mattutino, quando vede il sonno allontanarsi mentre i raggi del sole filtrano fra le piante e una musica si propaga nell’aria.

 

Ciampi ci ha parlato della sua arte come di “ideuzze” con una modestia e una lucidità nei confronti del processo creativo davvero illuminanti.

 

Le pareti sono riempite da maschere in ceramica, come quella di una bionda Giulietta, e quadri astratti con segni grafici nati dal mare della Grecia. La sala da pranzo vede come protagonista la nascita di Apollo, in un continuo rimando alla mitologia greca. Sul tavolino del living c’è un barbuto pensatore astratto, il cui profilo ricorda i fregi babilonesi. E come ci ha spiegato l’artista stesso, riferendosi chiaramente a Rodin: è inutile rifare e riproporre i classici, bisogna saper andare oltre. E l’astrazione è il suo modo per farlo. Nel living c’erano poi alcune trame d’acciaio, fra cui una tigre che salta. Philippe Daverio ha messo in relazione le trame d’acciaio con i” papiers decoupés” di Magritte per descriverne l’eleganza formale.

 

Lo studio

 

Nello studio c’erano molti cofani d’auto, Ciampi nella sua carriera ne ha realizzati 45. I cofani sono decorati con acciaio e perspex, dai colori e dalle lavorazioni particolari, seguendo un ritmo elegante e sinuoso.

 

cofano trasformato in scultura di Giulio Ciampi

 

Ma c’erano anche ceramiche, come la testa di un cavallo ferito, il cui cavaliere è morto in battaglia, ma che continua valorosamente a combattere. E al muro erano appese le teste di due leoni, dilaniati e sofferenti, che vogliono far riflettere sulla caccia ai poveri felini.

Il quadro-scultura  “sulla spiaggia” presentava dei fiori con dei pistilli realizzati con i chiodi, un simbolo di come la vita sia un dono che presenta anche delle difficoltà.

 

interno dello studio di giulio ciampi

 

interno con sculture nello studio di giulio ciampi

 

 

 

 

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